I sensori capacitivi basano il loro funzionamento sul principio della rilevazione della capacità elettrica di un condensatore.
Il loro lato sensibile ne costituisce un'armatura, l'eventuale presenza nelle immediate vicinanze di un oggetto conduttore, realizza l'altra armatura del condensatore. Così la presenza di un oggetto crea una capacità che i circuiti interni rilevano, comandando la commutazione del segnale d'uscita.
Rispetto ai proximity induttivi, sono limitati nella velocità di commutazione (generalmente 10-50 Hz), ma presentano altri vantaggi:
- Portate nominali più elevate (fino a 20 mm);
- Possibilità di rilevare oggetti non ferromagnetici, purché almeno parzialmente conduttivi;
- Immunità a disturbi elettromagnetici.
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